Università di Trieste, il 103° anno accademico si apre in crescita

Redazione

 Un’università in crescita, sempre più attrattiva e protagonista dello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. L’Università degli Studi di Trieste ha inaugurato  il suo 103° anno accademico, presentando numeri significativi e nuove prospettive per il futuro, nel segno della ricerca, dell’innovazione e della collaborazione con istituzioni e imprese.

L’Ateneo Giuliano cresce  e rafforza il legame con il territorio e il sistema produttivo.

Trasformare la complessità del presente in un forte impulso al cambiamento

È stata la rettrice Donata Vianelli a tracciare le linee strategiche dell’Ateneo  e  la volontà di affrontare le sfide del presente con pragmatismo, capacità progettuale e visione. Una sfida che si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato dai conflitti e dalla conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR.

Trasformare  la complessità del presente in un forte impulso al cambiamento.

Un messaggio, il suo,  accompagnato da un richiamo al ruolo dell’università come luogo di accoglienza, dialogo e confronto, soprattutto per gli studenti provenienti dalle aree di guerra, ai quali la Rettrice ha ribadito vicinanza, solidarietà e sostegno concreto.

Crescono le iscrizioni e l’attrattività dell’Ateneo

I dati, poi,  confermano il momento positivo di UniTS. L’anno accademico 2025/2026 si è chiuso con quasi 19.000 iscritti, che superano quota 20.800 considerando anche dottorandi e partecipanti ai master. Particolarmente significativo l’incremento delle nuove immatricolazioni, cresciute del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La comunità universitaria rappresenta oggi circa il 10% della popolazione cittadina, confermando il peso dell’Ateneo nella vita e nell’identità di Trieste.

Alla base della crescita ci sono la qualità dell’offerta formativa, l’internazionalizzazione e le prospettive occupazionali: per i laureati magistrali, infatti, i tassi di occupazione sfiorano il 100%, con retribuzioni superiori alla media nazionale. L’Università di Trieste figura inoltre tra gli atenei italiani collocati in Fascia A nella valutazione ministeriale.

L’aumento degli studenti rende però necessario un ulteriore investimento negli spazi universitari, dalle aule alle sale studio, dalle residenze agli ambienti di aggregazione. Un percorso che, secondo la Rettrice, dovrà svilupparsi insieme alla Regione e agli enti locali, trasformando il potenziamento delle strutture anche in un’occasione di rigenerazione urbana e sociale.

Ricerca, innovazione e dialogo con le imprese

La ricerca continua a rappresentare uno dei principali motori di sviluppo dell’Università di Trieste. Gli investimenti riguardano settori strategici come idrogeno, tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, medicina e cambiamenti climatici, senza trascurare le discipline umanistiche e sociali.

L’obiettivo è fare dei laboratori e delle infrastrutture universitarie luoghi aperti alla collaborazione con gli enti di ricerca e il sistema produttivo, favorendo il trasferimento tecnologico, la nascita di nuove opportunità imprenditoriali e l’attrazione di investimenti.

Nel 2026 l’Ateneo ha avviato otto progetti del Fondo Italiano per la Scienza, per un valore di circa 8 milioni di euro, ai quali si aggiungono dieci progetti PRIN, per oltre 2 milioni, e la partecipazione ai programmi europei di ricerca.

Importante anche il sostegno all’imprenditorialità accademica, agli spin-off e ai progetti sviluppati dagli studenti. Sono circa 200 i giovani coinvolti nei tre team universitari Astreo, Racing Team e Audace Sailing Team, impegnati in iniziative di innovazione sostenibile che spaziano dall’ingegneria alla nautica, dalla motoristica alle tecnologie spaziali.

Un’alleanza strategica con il territorio

La crescita dell’Università si inserisce in una strategia condivisa con istituzioni, imprese e comunità locali. Il nuovo Piano strategico 2027-2032, che sarà presentato nei prossimi mesi, nasce proprio da un percorso di ascolto e confronto con i diversi protagonisti del territorio.

Al centro, la volontà di rafforzare la collaborazione con Comuni, Regione, Camere di Commercio e sistema produttivo, valorizzando anche i poli universitari di Gorizia, Portogruaro e Pordenone

La Rettrice ha rivolto inoltre un ringraziamento alla Fondazione CRTrieste, alla Fondazione Beneficentia Stiftung, alle Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali e a tutti i benefattori che sostengono le attività dell’Ateneo.

Un riconoscimento del ruolo sociale dell’Università arriva anche dalla recente Valutazione della qualità della Ricerca, che colloca UniTS all’ottavo posto assoluto tra gli atenei italiani e al sesto tra le università statali per la terza missione, ovvero l’impatto delle attività universitarie sulla società.

Internazionalizzazione e responsabilità sociale

Resta centrale anche la dimensione internazionale, attraverso l’alleanza europea Transform4Europe, lo sviluppo di percorsi formativi condivisi e il potenziamento dei servizi dedicati agli studenti stranieri.

In uno scenario internazionale attraversato da conflitti e tensioni geopolitiche, l’Università conferma inoltre il proprio impegno per garantire accoglienza e sostegno a chi proviene da territori segnati dalla guerra.

Una visione che pone al centro la conoscenza come strumento di crescita, dialogo e responsabilità, con l’obiettivo di mettere formazione e ricerca al servizio delle nuove generazioni e dell’intera comunità.

Le premiazioni e le lectio magistralis

La cerimonia è stata anche l’occasione per premiare le matricole meritevoli dell’anno accademico 2025-2026 e consegnare i riconoscimenti del PhD Innovation Award, entrambi finanziati dalla Fondazione CRTrieste, oltre ai premi devoluti dalla Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST).

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e i sindaci di Trieste, Gorizia, Pordenone e Portogruaro: Roberto Dipiazza, Rodolfo Ziberna, Alessandro Basso e Luigi Toffolo.

Sono intervenuti inoltre la presidente del Consiglio degli Studenti Emma Cerato e la rappresentante del personale tecnico-amministrativo Rossella Lucchini.

La prolusione è stata affidata a Simone Arnaldi, professore ordinario di Sociologia generale del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, con un intervento dal titolo “Scienza e diplomazia fra cooperazione e competizione”.

La Lectio Magistralis è stata tenuta da Domenico Giardini, professore ordinario di Sismologia e Geodinamica all’ETH di Zurigo, che ha approfondito il tema “Terremoti e rischio sismico”.

Ad accompagnare la cerimonia, le esecuzioni vocali e strumentali del Coro e dell’Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, diretti dal maestro Riccardo Cossi.

L’inaugurazione del 103° anno accademico restituisce così l’immagine di un’università che cresce e guarda avanti, consapevole del proprio ruolo non soltanto nella formazione e nella ricerca, ma anche nella costruzione del futuro del Friuli Venezia Giulia.