Un Atlante di Mnemosyne: i giovani raccontano la memoria attraverso l’arte

Redazione

Mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 14.30, nella Sala Pizzinato di Casa Zanussi – Centro Cultura Pordenone, verrà inaugurato “Un Atlante di Mnemosyne”, un’opera collettiva realizzata da circa 40 studenti delle classi seconde e quinte del Liceo Artistico Galvani di Cordenons. Il progetto, ideato dall’artista visiva, muralista e illustratrice Rosmunda, al secolo Maria Bressan, in collaborazione con il Centro Iniziative Culturali Pordenone, sarà presentato alla cittadinanza con ingresso libero.

Una stanza completamente rivestita di carta bianca, trasformata in uno spazio dedicato alla memoria, alle emozioni e alla creatività. È questa l’idea alla base di “Un Atlante di Mnemosyne”, un’esperienza artistica partecipata che mette al centro lo sguardo delle nuove generazioni e la loro capacità di raccontare l’esperienza umana attraverso le immagini.

Il progetto nasce in un momento storico in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella produzione visiva e propone una riflessione sul valore dell’esperienza personale. Osservare, provare emozioni e trasmetterle attraverso l’arte diventano il punto di partenza di un percorso che invita a interrogarsi su ciò che ci rende umani e sul modo in cui le immagini riescono a conservare e comunicare le esperienze nel tempo.

Dalla memoria collettiva alle emozioni del presente

Il riferimento culturale dell’opera è Aby Warburg (1866–1929), storico dell’arte e studioso della cultura noto per il concetto di Nachleben, ovvero la “sopravvivenza delle immagini”. Secondo questa prospettiva, simboli, gesti ed espressioni del passato non scompaiono, ma continuano a vivere nella memoria collettiva, riemergendo in epoche diverse e assumendo nuovi significati.

Nel suo incompiuto Atlante di Mnemosyne, Warburg accostava immagini provenienti da periodi storici e culture differenti per individuare connessioni visive ed emotive. Un’indagine sulle forme attraverso cui l’umanità esprime sentimenti universali, dalla paura al trionfo, dalla malinconia all’estasi.

Partendo da questa eredità, gli studenti del Liceo Artistico Galvani hanno reinterpretato il concetto in modo libero e laboratoriale. Le pareti della Sala Pizzinato sono state letteralmente “foderate” di fogli di carta, trasformando lo spazio espositivo in una superficie aperta, pronta ad accogliere immagini, segni e interpretazioni personali.

Divisi in aree tematiche legate alle diverse espressioni emotive, i ragazzi hanno selezionato riproduzioni di opere d’arte del passato, mettendole in relazione con interventi realizzati attraverso disegno automatico, collage e linguaggi visivi spontanei. Ne è nato un dialogo tra la storia dell’arte e la sensibilità contemporanea, in cui le immagini diventano strumenti per esplorare la memoria e raccontare il presente.

L’arte come esperienza umana

“Un Atlante di Mnemosyne” non è soltanto un’esposizione, ma un’opera ambientale e collettiva che invita a vivere lo spazio come un percorso di scoperta. Il lavoro degli studenti dimostra come le immagini possano attraversare il tempo, generare nuove interpretazioni e mettere in comunicazione esperienze anche molto lontane tra loro.

In un’epoca dominata dagli algoritmi, il progetto rivendica il valore della sensibilità, dell’immaginazione e della creatività umana. È proprio nell’incontro tra memoria storica ed esperienza individuale che l’opera trova la sua forza: un atlante di emozioni costruito dai giovani, aperto allo sguardo e all’interpretazione di tutta la comunità.

L’appuntamento è per mercoledì 28 ottobre alle 14.30, nella Sala Pizzinato di Casa Zanussi, in via Concordia 7 a Pordenone. L’inaugurazione è a ingresso libero e aperta alla cittadinanza.