Ferrovie, imperatori, il Porto Franco, il Canale di Suez e una città che nell’Ottocento diventa uno dei punti nevralgici d’Europa. Paolo Deganutti racconta ai giovani lettori la Trieste asburgica affidandosi a una protagonista insolita: Maia, una rotaia nata in Stiria nel 1856.
Si intitola Maia, la Rotaia il libro illustrato con cui Paolo Deganutti si rivolge ai lettori dagli otto anni in poi, intrecciando racconto d’avventura e avvenimenti della storia triestina.
La protagonista è Maia, una giovane rotaia nata nel 1856 in Stiria. Il suo viaggio verso Trieste diventa il filo conduttore attraverso il quale il libro accompagna i ragazzi alla scoperta di una città che, nella seconda metà dell’Ottocento, vive una fase decisiva della propria trasformazione.
Il racconto attraversa ferrovie e commerci, incontra l’imperatore Francesco Giuseppe e l’imperatrice Elisabetta, più conosciuta come Sissi, passa attraverso il ruolo del Porto Franco e arriva fino alla realizzazione del Canale di Suez. Accanto ai grandi avvenimenti trovano posto elementi della vita e dell’identità cittadina, dai canti popolari al caffè.
Trieste, il porto e la ferrovia
La scelta della rotaia come protagonista permette di raccontare ai più giovani un capitolo fondamentale della storia della città.
L’arrivo della ferrovia a Trieste nella seconda metà dell’Ottocento rafforza infatti il collegamento tra il porto adriatico e il vasto retroterra dell’Impero asburgico. La città di mare è sempre più connessa con Vienna e con l’Europa centrale, mentre persone e merci possono spostarsi con modalità e tempi nuovi.
È il contesto nel quale si muove Maia: una storia immaginaria collocata all’interno di avvenimenti e trasformazioni reali.
Il libro utilizza così l’avventura come strumento per avvicinare i ragazzi a temi che appartengono alla storia economica e sociale di Trieste: il porto, le infrastrutture, i collegamenti ferroviari e il rapporto della città con il mondo mitteleuropeo.
Anche l’apparato iconografico partecipa a questa ricostruzione. Le illustrazioni, ispirate alle incisioni storiche e colorate ad acquerello, sono pensate per richiamare l’atmosfera della Trieste asburgica e accompagnare il lettore nel XIX secolo.





